Istericittà e isterifemminilità

Vivere in città certo ha i suoi lati positivi, ma anche tanti negativi.
Uno di questi è quando l’estate inesorabilmente comprime i cervelli in scatole craniche che si surriscaldano, e così si lavora a consumo ridotto aspettando le ferie.

Sembra che in città faccia più caldo… forse non sembra, forse fa più caldo!

Viene da sè che la gente diventa sempre meno sofferente.
Anche solo sentire qualcuno parlare al telefono a voce troppo alta rischia di far scoppiare un litigio. Mi sembrerebbe assurdo se non fosse accaduto dinanzi ai miei occhi.

Ed è in condizioni difficili che l’isterifemmina fa il suo ingresso…
Forse tutte noi ne abbiamo una dentro che aspetta un flusso di emozioni tanto forte da farci scoppiare in lacrime o aggredire un innocente.
Di sicuro c’è l’aggravante ormonale, ok, ma sta di fatto che le situazioni stressanti le gestiamo davvero male.

La natura ci ha create estremamente emotive, e ci ritroviamo con un mare di sensazioni che non ha bisogno di arrivare al cervello perché già si trovan lì che offuscano la razionalità.
Ecco perché delle volte siamo meno efficienti in determinati campi, ecco perché siamo così diverse dagli uomini.

Ci vorrebbe un corso di apprendimento alla gestione delle emozioni e all’autocontrollo, per non perdere il nostro cervello e un pizzico di dignità ogni volta…

Ammetto che l’isterifemmina proprio non la sopporto, quasi mi spaventa, forse perché in fondo anche io appartengo alla specie…

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Une réflexion sur “Istericittà e isterifemminilità

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